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giovedì 16 maggio 2013

Il PedalarCammina delle Fornaci

Domenica 26 maggio, tra Angera e Ispra, si svolgerà il PedalarCammina delle Fornaci, un percorso misto tra bici e camminata con lo spirito della LibEreria: passo tranquillo, alla portata di tutti, con la voglia di esplorare il territorio del basso Verbano e scoprirne i mille volti: come quello dei paesaggi primaverili tra lago e boschi, o quello della storia di personaggi che il territorio lo hanno vissuto in altri tempi.

Si parte dalla piazza Garibaldi di Angera (lungolago - presso la fontana) per poi percorrere strade secondarie e campestri che si insinuano tra le pieghe di questa terra e giungere nel centro storico di Ispra. Al nostro arrivo a Ispra, degustazione "UNA FORNACE DI... VINO", con 30 vini italiani, organizzata da Enoteca Forni in collaborazione con Associazione Italiana Sommeliers, pro loco, comitato commercianti e comune.

Bici al sicuro, si mettono le "gambe sotto il tavolo" per un pranzo nel quale assaporiamo prodotti locali da San Gottardo, dove il cuoco Martino cucina piatti semplici eppure sempre capaci di sorprendere. 
Nel pomeriggio si cammina: l'Anello delle Fornaci, percorso delle Vie Verdi dei Laghi, ci conduce dalle rive del lago alla collina, sfiorando le vecchie fornaci che oggi sono considerate archeologia industriale: storie di uomini e risorse naturali si intrecciano oggi nei racconti che ripercorrono un'epoca solo apparentemente lontana. 

Il ritorno ad Angera sarà per una via differente dall'andata, tra gli infiniti sentieri che attraversano i boschi e le rive.

Dettagli:

Partenza da Angera: h 11,00
Rientro ad Angera: h 17,00
Distanza in bici:  km 20
Distanza a piedi: km 4

E’ necessaria l’iscrizione entro il 24 maggio con versamento della quota (adulti €25,00 -  €15,00 minori di 15 anni – pranzo incluso)

Informazioni ed iscrizioni: tel.348 8516760
La LibEreria c/o la Bottega del Romeo - piazza San Martino 63, Ispra (VA)
info@bottegadelromeo.com        Facebook: La LibEreria nella Bottega del Romeo
pagina Facebook evento: https://www.facebook.com/events/488257547910587/?fref=ts

Con il patrocinio del Comune di Ispra.
In collaborazione con: Giorni Tour - Tour Operator e Agenzia di viaggi

lunedì 2 gennaio 2012

Quando Coppi veniva a Ispra

Il 2 gennaio per il ciclismo sarà sempre una ricorrenza triste: il 2 gennaio 1960, morì Fausto Coppi. A 52 anni da quel giorno, vorremmo ricordare il Campionissimo in una veste quasi sconosciuta, ma legata proprio a Ispra ed al basso Lago Maggiore. All’inizio degli anni Cinquanta, Fausto Coppi frequentava le nostre zone durante l’inverno: ci veniva ogni tanto con due amici. Uno era il gregario Ettore Milano, compianto e grande amico della bottega del Romeo (fu presente al 70 anniversario, nel 2005), l’altro era Gianni Brera, il famoso giornalista.
I tre, ovvero Coppi, Milano e Brera, venivano spesso qui a caccia, nei boschi della Quassa, dove si trovava la riserva di Renato Nobili, industriale chimico di Gallarate e loro amico. E dopo la caccia, si fermavano a pranzo all’osteria del Pio IX, che si trovava al rione Monzeglio (nella località Quassa). Era un’osteria gestita da una tale Francesca Soma, che aveva un fratello pasticcere che si fece onore nei migliori alberghi d’Italia.
Coppi trascorreva a Ispra momenti di svago, dunque, ma in queste giornate il vero protagonista era più il giornalista Brera, di cui ancora si ricordano le grandi mangiate, le bevute e le accesissime partite a carte del dopo pranzo. Coppi, da atleta, era costretto a contenersi, il suo menu era sempre piuttosto misurato: filetto al sangue, frutta cotta e acqua minerale.
Gianni Brera conosceva bene i boschi che oggi sono teatro dei più suggestivi percorsi della LibEereria del cicloturista: fu partigiano in val d’Ossola e per un certo periodo, il celebre giornalista, si rifugiò proprio nei boschi tra Ispra e Angera.
Sono piccoli aneddoti, questi, che in qualche modo contribuiscono a ricordare tre grandi personaggi della storia del ciclismo. Queste curiosità si sono tramandante grazie, soprattutto, alla cura e alla passione di Giuseppe Caravati, grande cultore di storia locale isprese.