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mercoledì 8 febbraio 2012

Dall’Ecuador a Ispra, la bici non ha confini

A Milagro, in Ecuador, si vive dei frutti della terra, soprattutto canna da zucchero e ananas: laggiù per molti la bici è un lusso, quella da corsa un sogno per quasi tutti, il ciclismo una scommessa.
Già, una scommessa di José Orozco che, in questi giorni, è passato da noi, alla LibEreria, per acquistare prodotti per il ciclismo da portare a Milagro, premi per le gare che ha in mente di organizzare nella sua città, per far crescere lo sport del pedale, la sua vera passione. Si trova in provincia di Varese per lavoro, ma presto tornerà a casa, con le idee chiare: «Il mio grande progetto sarebbe quello di riuscire a far nascere una squadra vera e propria». Le squadre ciclistiche, in Ecuador, sono pochissime e tutte create dallo stato a livello provinciale. «Anche le gare ci sono. Non molte, ma ci sono. Solo che spesso sono troppo lontane: da noi, quasi nessuno possiede un'auto e così, per andare a correre a 50 km di distanza, si dovrebbe noleggiarla, o farsela prestare, oppure andarci direttamente in bici». La situazione economica in Ecuador, dice José, sta migliorando con il nuovo presidente, ma c’è ancora molto da fare.
Saloppette estive, accessori e altro, acquistati secondo le possibilità di Orozco sono il contributo della LibEreria al suo piccolo grande progetto in Ecuador.

mercoledì 28 dicembre 2011

L'amico Stefano e la sua casa a pedali "Romeo"

In tempo di auguri e di pensieri rivolti al futuro, un saluto speciale, quest’anno, va all’amico Stefano Bruccoleri: “senza dimora di successo”, cicloriparatore a domicilio, filosofo della pedalata. La sua strada l’ha portato fino alla bottega di Ispra, un giorno di maggio 2011, ed è diventato, a suo modo, un nostro compagno di viaggio. Sulla sua Romeo, che ha ribatezzato la Poderosa, affronta la vita quotidiana e sbarca il lunario...
Ecco una sua riflessione, tratta dal suo bellissimo blog:

Sono per la lentezza. Dopo una riparazione amo ancora sentire il suono delle sfere dei mozzi scorrere su se stesse. Dà un certo godimento vedere la ruota di una bicicletta piazzata sul cavalletto a cui dai un giro ed avere la sensazione che non smetta più di girare, ad un certo punto poi sembra volersi fermare ed invece ti tocca ancora attendere che smetta di dondolare su se stessa: piccoli movimenti quasi impercettibili. A quel punto ti rendi conto che la regola del silenzio ( John Cage ), e cioè che il silenzio non esiste ,vale anche per la bicicletta: " la bicicletta non è mai ferma anche quando appare immobile" Le camere d'aria si muovono, si sgonfiano, i cuscinetto si assestano, i telai raccolgono polvere e imprigionano la ruggine"
Credo non si dovrebbe mai dire di aver lasciato la bicicletta "ferma" in cantina o in cortile ma piuttosto " L'ho lasciata" in cortile, in cantina; e senza che ce ne si accorga lei continua comunque a muoversi.
Per visitare il suo blog: http://www.sosbici.blogspot.com/