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mercoledì 4 luglio 2012

Ale, il nostro "cucciolo", in tricolore

Bravo Ale, tutta grinta e gambe: questo è l’elogio di un piccolo grande talento, sbocciato nella nostra officina e sulle nostre strade, con le idee chiare e una passione immensa. La sua spensieratezza, la sua gioia quando corre in bici sono la più grande vittoria di tutti noi, di questa bottega che ha visto entrare centinaia di giovani ciclisti: entrati qui, si sono poi portati via tanto amore per il ciclismo e la bicicletta. Molti di questi bambini hanno percorso migliaia di chilometri e vissuto centinaia di avventure, ma soltanto qualcuno è diventato un campione.
Domenica scorsa, a Pieve di Soligo (Tv), il ciclismo ha esaltato il “nostro” Alessandro. E ora, che veste la maglia tricolore, la soddisfazione non è solo sua. Alessandro Covi, il cucciolo della scuderia “Romeo” è figlio della passione che si coltiva qui, da sempre: figlio di una passione, proprio così. Una passione che riporta indietro nel tempo, alle maglie di lana grigio-blu della Romeo, alle bici in acciaio con le forcelle cromate, ai sogni di due ragazzi degli anni Ottanta che pedalavano tra Taino e Angera, sognando, uno di gareggiare con Francesco Moser e l’altra con Maria Canins. Questi ragazzi “anni Ottanta”, Andrea e Marialisa un giorno si sono incontrati qui, nella bottega del Romeo, e hanno cominciato a pedalare assieme per tutta la vita. Due sportivi esemplari, diventati marito e moglie, papà e mamma ugualmente esemplari.
Alessandro Covi, figlio di Andrea e  Marialisa, un bel giorno è entrato in bottega, proprio nella vecchia officina dove, appese ad una parete, ci sono ancora le foto in bianco e nero di mamma e papà, in gara negli anni Ottanta. Era alto un metro e mezza mela, ma aveva già le idee chiare: e da quel giorno, ha cominciato a pedalare e ad amare il ciclismo.
Alessandro, oggi, è campione italiano Esordienti e ha la stessa spensieratezza di quando è entrato in bottega per la prima volta. Vuole diventare un campione, dice sempre a mamma Marialisa. In bocca al lupo, Ale: continua così, pedala sempre consapevole che in bici si vivono emozioni meravigliose. Il resto verrà col tempo. La strada per diventare un campione è appena cominciata: il traguardo è ancora lontano e in salita. Fai tesoro della passione dei tuoi genitori: per diventare un corridore, non serve circondarsi di mille maestri. Ne bastano pochi, ma onesti. E il Diego, che nella sua officina da quarant’anni mette in bici bambini con grandi sogni, è sempre lì con la sua passione, disposto a trasmettertela ancora, come sempre.

Nella foto: Alessandro Covi vince il campionato italiano Esordienti, a Pieve di Soligo, con la maglia della Scuola Ciclismo Cadrezzate

venerdì 23 dicembre 2011

Dalla bottega: è arrivata "l'astronave"

A Ispra, l’ultima entrata in bottega ha un nome d’astronave: si chiama Boost. Il Diego (il grande chef) la guardava come un bambino ammira la macchinina più bella: e con la massima cautela e una certa emozione, ne curava la messa a punto, ultimando il montaggio. La nuova specialissima in carbonio, da oggi, fa bella mostra di sé in vetrina, ovviamente in prima fila: è roba per specialisti, pesa sette chili, per capire cosa significhi bisogna essere intenditori. È un po’ come avere una Ferrari da granpremio da mettere in strada: bisogna saperla usare… L’ultima arrivata è una bici tutta tecnologia, ma non è sempre stato così: le prime che entrarono in bottega erano meno lussuose, eppure ancora più desiderate, quasi sempre per andare al lavoro nelle fabbriche nei dintorni di Ispra, ad Angera o a Sesto Calende, oppure erano il sogno di bambini con gli zoccoli, cresciuti a pane e cipolla.
Era il 1935, quando un giovanotto semplice arrivò con la moglie a Ispra, da Biandronno: Romeo aprì la sua bottega davanti alla chiesa (sul lato opposto della piazza, rispetto al negozio attuale) e quel luogo diventò uno dei ritrovi preferiti dai giovani e meno giovani del paese. Si parlava di ciclismo e della vita, mentre Romeo era al lavoro. Due o tre biciclette erano in bella mostra in vetrina, un banchetto di legno con la morsa e mensole da cui pendevano chiavi e cacciaviti. Al centro del locale, Romeo aveva piazzato un cavalletto per appoggiare le bici quando doveva ripararle o montarle: l’aveva costruito utilizzando il cerchione di una corriera (che faceva da basamento) e il semiasse, che era diventato la colonnina sulla quale appendeva i cicli.
In un angolo, dal soffitto, pendevano due catenelle con ganci per appendere le biciclette da donna in lavorazione, mentre la parete di fondo era quasi interamente occupata da uno scaffale di legno, con ante e vetri scorrevoli, dove erano riposti, non sempre in perfetto ordine, pedali, scatole di fanali, campanelli e molti altri ricambi. Su una parete laterale erano appese, in fila, altre biciclette, mentre sull’altra parete erano collocati copertoni e camere d’aria. Questa era la bottega del Romeo, uomo gioviale, sempre all’opera e non solo sulle bici, poiché, a quell’epoca, ci si adattava anche a riparare un po’ di tutto, persino le macchine per cucire. Ma era sempre pronto a partecipare anche alle discussioni dei suoi ospiti: soprattutto di ciclismo e di pesca alla carpa, l’altra sua grande passione.
Buon Natale a tutti!